Un esserto de L'avventura vesuviana di Kristen Caven. Questo esserto è disponibile anche in Inglese.
*Avvertenza sui contenuti: impulsi eteronormativi in questa storia di geomanzia erotica, ispirata a eventi reali, visioni travolgenti e profondi impulsi creativi ispirati dall'esperienza di viaggio a Venezia durante il Carnevale (febbraio)
L'avventura vesuviana Di Cosima Zanardi
Così come raccontato a Kristen Caven
Traduzione di Alessandro Grossi
L'Europa scivola via sotto l'aereo, una trapunta fittamente rattoppata di coltivazione umana che sfuma in un broccato di verde screziato, intessuto da fiumi scintillanti. Carla porta alle labbra l'ultima goccia di prosecco, e lascia che il mormorio e il tintinnio di tutte le lingue dell'ora di pranzo si confondano col ronzio dei motori dell'aereo. Appoggia la testa al finestrino, chiude gli occhi e fa rotolare le bolle sulla lingua, fa rotolare nella memoria gli strani sapori della sua sconcertante vacanza. Pensa a suo marito, Matt, ma il vetro freddo contro la sua fronte le riporta un momento di intensa sensazione che non riesce a conciliare del tutto. Un viaggio notturno a Venezia ha cambiato la vita di Carla. Ha cambiato la mia e ne ha cambiate molte. Nessuno saprà mai quello che sospetto sia vero: che stamattina decine, forse centinaia di migliaia di vittime ignare sono fortunate di essere vive grazie a quello che lei ha fatto. Che io ho fatto.
Descrizione dell'immagine: Una persona è in piedi in controluce davanti a un vulcano in fiamme. La lava spara nel cielo e scorre come un fiume lungo il fianco della montagna. Il cielo è nero e rosso.
Credito: Tomáš Malík / Pexels
Ieri a mezzogiorno, questa insegnante americana ricorda di aver trascinato il suo borsone dal treno sul ponte posteriore vuoto di un vaporetto. Fissando lo scenario fluttuante, si era chiesta se fosse caduta in un miraggio. Alla fermata successiva un gruppo di donne si era materializzato attraverso le porte scorrevoli, riempiendo il suo spazio personale di valigie leopardate e chiacchiere. Alcune indossavano pellicce autentiche, altre invece finte e alcune indossavano i parka luccicanti e alla moda con cappuccio della mamma romana. In un turbine di parole italiane in rapida successione, mentre i motori rombavano, si erano accese sigarette a vicenda, poi avevano estratto iPads per scattarsi selfie di gruppo, con lo sfondo dei palazzi che scivolavano via.
Cercando di non guardare, Carla poteva vedere che le donne stavano godendo ciò che lei aveva in mente per se stessa: un ritrovo di ragazze, un'avventura di mezza età. Una di loro sembrava anche essere la festeggiata.
Matt, il marito di Carla, le aveva regalato un viaggio in Italia in occasione di un compleanno importante insieme a Grace, un’amica dei tempi del college, per fare visita ad un'altra compagna di quei tempi, Violet. Violet è anche una mia amica, che ho conosciuto attraverso altri espatriati americani. Ho sentito parlare per la prima volta di Carla quando Violet mi disse che sarebbe venuta a Venezia questo fine settimana. È stata una cosa improvvisa, meno di una settimana fa, perché il giorno prima che Carla e Grace avrebbero dovuto prendere il volo da San Francisco, Grace aveva subito una frattura al femore. Dal suo letto d'ospedale, Grace aveva esortato la 604400 Carla ad andare senza di lei. Non avendo mai viaggiato da sola, Carla si sentiva insicura e spaventata, ma decise che doveva onorare il sostegno della sua famiglia e salire sull'aereo . Ma quando arrivò a Roma, non era dell'umore giusto per fare la turista. Si piazzò sul divano di Violet e lasciò che il caos quotidiano di una casalinga internazionale seppellisse la sua preoccupazione. Preparavano da mangiare , andavano a lezione di pianoforte e facevano acquisti nei centri commerciali e nei mercati all'aperto. Carla si era comprato il suo parka da mamma romana e, con l'incoraggiamento di Violet, degli stivali italiani sexy, in pelle nera.
Violet aveva cercato di stimolare Carla, aiutando a pianificare una gita fuoriporta da qualche parte. Carla aveva parlato delle lezioni che aveva tenuto sui vulcani ai suoi alunni di seconda media. (Oh! i magnifici pasticci che puoi fare con cartapesta e bicarbonato di sodio!) Violet le suggerì così di andare a visitare il Vesuvio , cosa che sorprese Carla. Sebbene ne conoscesse e insegnasse la storia, il pensiero che fosse reale, nel presente, la faceva sentire stranamente eccitata e un po' spaventata. Anche più del resto d'Italia.
Una delle donne sul traghetto a Venezia incontra lo sguardo di Carla e parla troppo velocemente in italiano perché Carla capisca. Carla sorride e alza le spalle , la mente altrove. La donna prova di nuovo con una sola parola, “ sigarette?! ”, offrendogliene con un gesto gentile. Carla non fuma, ma sulla laguna accetta volentieri. Le sembra bello avere un sostegno per il suo umore riflessivo, qualcosa che la aiuti a concentrare il respiro.
Cinque giorni fa a Roma, Violet aveva messo Carla sul Frecciarossa per Napoli, prestandole guanti e cappello contro il freddo pungente. La prima apparizione da lontano , dal treno ad alta velocità , del leggendario vulcano aveva agitato qualcosa dentro Carla. Il Vesuvio sovrastava sereno in lontananza mentre le città e le fronde degli alberi scorrevano dai finestrini come pensieri fuggevoli. Mi pare di vederla, mentre tocca con le mani calde il vetro ghiacciato del finestrino e ripercorre il profilo della montagna. “Ma com’è”, si chiese a questo punto, “che sia il nome latino Vesuvius che il nome italiano Monte Vesuvio implicano un genere maschile ?” Nel suo immaginario la montagna le era sempre sembrata femminile. Aveva saputo la storia di Pelé quando era stata alle Hawaii da bambina . Suo padre aveva trovato per la sua schietta, esplosiva madre il nomignolo “ Vesuvio”. Forse ancora era per quella festa da universitari ubriachi di cui mi aveva parlato Violet, quando lei e Grace avevano soprannominato Carla "labbra del Vesuvio" e avevano schernito i ragazzi perché la baciassero. La vedo adesso toccarsi la bocca e sorridere al ricordo. Che sciocca!: eppure sa bene che la geologia non ha sesso! Le placche tettoniche divergono e convergono senza bisogno di un’attrazione biologica o di un sentimento.
Case ed edifici passavano veloci fuori dai freddi finestrini del treno . Sessantamila persone conducono ogni giorno i loro affari e la loro vita nella cosiddetta Zona Rossa , la Zona Rossa che circonda il vulcano.
Il mattino seguente , Carla aveva preso il treno della Circumvesuviana da Napoli fino ai piedi della montagna, con l'intenzione di visitare il cratere al mattino e Pompei nel pomeriggio.
L' operatore della navetta , tuttavia, si era rifiutato di guidare fino in cima. «È nevicato la scorsa notte», disse l'autista , aprendo la portiera. “La prima volta in quarant'anni!!.La strada è chiusa, da qui si procede a piedi.” e con le dita a forbice faceva il gesto di camminare. A quel punto, tutti si scambiarono sguardi accigliati, mentre facevano domande in americano, inglese ed australiano, minacciando di chiedere il rimborso del biglietto. “Ci vuole solo mezz'ora per il cratere,” è stata la risposta del conducente. "Vi aspetto qui fra due ore."
Ma mezz'ora dopo, le pendici spolverate di neve del Vesuvio erano ancora lontane. I piccoli gruppi finirono per allontanarsi l'uno dall'altro e Carla si ritrovò sola sulla gelida strada di montagna, con gli stivali che scricchiolavano rumorosamente sulla poltiglia ghiacciata. La sera prima aveva chiesto alla famiglia che la ospitava, gli amici di Violet, come si sentivano a vivere sulle pendici del vulcano. Dopo essersi scambiati uno sguardo fra loro, la madre aveva detto che faceva loro più’ paura il pensiero di vivere in Kansas ad affrontare i tornado; la nonna aveva poi la statua di un santo sul davanzale della finestra, di fronte alla montagna, e il bambino aveva raccontato alcune storie su una strega e un mostro di lava. “Secondo me”, sentenziò il padre, con una scrollata di spalle , finendo l’ultima goccia di vino, “ il pericolo è proprio la ragione che fa loro assaporare ogni momento della vita “..
Carla continuò ad arrancare per un’ora lungo la strada in salita, fra viste spettacolari di boschi sterminati oltre i guardrail. I sempreverdi ricoprivano il fianco della collina, si erano sviluppati dalle crepe di una vecchia eruzione di lava, reclamando così il fianco della montagna. Quando Carla raggiunse la fermata della navetta, ormai deserta , il sole era alto e l’area picnic era ridotta ad un acquitrino di neve e fango ghiacciato. Devo tornare indietro per prendere la navetta, si disse. Dentro c'è la mia borsa da viaggio.
“Ma sei arrivata fin qui” una voce nuova sembrava sussurrare all'orecchio di Carla . “Potresti non tornare mai più da queste parti” . Perplessa , Carla considerò questo fatto. Cosa c'è in fondo nella mia borsa? Jeans, uno spazzolino da denti, degli accessori. Solo cose. “Questa è un'opportunità che non ti si offrirà più”. Insinuandosi in un buco nella cancellata , chiusa con noncuranza, Carla esaminò i cartelli all'inizio del sentieri. Una mappa mostrava i flussi di lava nel corso degli anni; quella che aveva visto lei dalla strada era avvenuta nel 1944. Grandi eruzioni si verificano ogni due millenni. Potrebbe accadere. anche adesso, in qualsiasi momento.
Scrutando le mappe, Carla tracciò il crinale del Monte Somma che circonda il Vesuvio, creato con l'eruzione del 79 d.C. che seppellì Pompei. "Sig.ra. White, 'soma' significa corpo, sia in latino che in greco” le aveva fatto presente l'anno scorso il suo studente più precoce . Questo ragazzo aveva aperto il plastico del vulcano e ricreato una spettacolare ed appiccicosa eruzione pliniana versando delle caramelle di menta nella Diet Pepsi.
Le dita di Carla erano fredde ma i suoi piedi erano caldi mentre si faceva strada lungo il sentiero ghiacciato e spolverato di neve. Di nuovo si ritrovò a rimuginare sul genere maschile del nome della montagna. I nativi americani adorano Madre Terra e Padre Cielo, ma la parola "vulcano" deriva da Vulcano, Dio romano degli inferi. “C'è qualcosa che ha a che fare con eiaculazione nei vulcani!," avrebbe detto scherzando il suo simpatico marito Matt se fosse stato qui ad ascoltare le sue riflessioni. Ma ogni moglie sicura di sè, ogni donna con una vita sessuale soddisfacente, è consapevole del potere terreno dell'orgasmo. La lava può essere distruttiva, ma crea nuova terra fertile: nuovo suolo, nuove isole.
La vediamo di nuovo a Venezia, Carla, che fuma una sigaretta con una mano, mentre con le altre dita gioca con una manciata di sassolini di lava che aveva in tasca. Era sfinita quando arrivò alla vetta. La sua camminata era durata tre ore intere, con un dolore che le attraversava i fianchi a ogni passo per l'ultimo miglio. Questa forza, che la prosciugava, era stata alimentata dall'adrenalina, che a sua volta era spinta da una rabbia insolita. Sono proprio una maledetta idiota, aveva pensato. Ma cosa sto facendo, qui da sola!? A parte l’indicazione all’inizio del sentiero , non c'erano altre guide nè altri escursionisti, e i segnali in italiano si dimostravano irrilevanti, mentre le mappe poco chiare non facevano che confonderla. Così facendo, mentre prendeva la direzione sbagliata o mancava ogni possibile sentiero, Carla giurò di non dare mai più per scontata la buona organizzazione dei parchi della California... se fosse mai riuscita a ritornarci.
Il suo piede sinistro scivolò su un po’ di ghiaia nascosta sotto la neve e sentì il peso del suo corpo spostarsi. I sassi si spostarono e schizzarono via lungo il ripido pendio, rimbalzando all’infinito oltre gli alberi. Carla si rimise con difficoltà in piedi e si trascinò in salvo.
“Sono io la stupida americana,” pensò, “ quella che le squadre di soccorso verranno poi a cercare!” Ma nessuno, disse la voce, sa che sei qui. Ti cercherebbero a Pompei e il tuo corpo abbandonato si disferebbe qui sul fianco della montagna.
Verso la cima, un corrimano di corda lungo il sentiero a scalini permise a Carla di trascinare il suo corpo dolorante con le braccia da un palo all'altro. Vorrei avere qualcuno con cui condividere questo, pensò. Le gambe facevano un male infernale, ma sotto di lei si estendeva un paesaggio paradisiaco.
Quando finalmente raggiunse la vertiginosa vetta, avrebbe dovuto sentirsi euforica per il panorama che le si apriva davanti. La fredda luce del sole scintillava sul Golfo di Napoli e in lontananza le isole di Capri e Ischia galleggiavano sul mare. Ma dov'era quella sensazione? Invece si sentiva arrabbiata ed esausta. La sua esperienza in altitudine aveva a che fare, invece, con la fossa piena di vapori, quella fossa fumante che era la sua vita in quel momento, persa e sola, senza nè famiglia , nè amici, appesantita dagli anni senza aver raggiunto il proprio potenziale. Mentalmente, Carla aveva superato di corsa ogni montagna che aveva affrontato, fisicamente o metaforicamente, compresa una precoce emancipazione da una famiglia al collasso, la lotta estenuante per una laurea professionale, due parti naturali e la fatica di trovare un lavoro con l' assicurazione sanitaria durante la Grande Recessione quando Matt aveva perso il suo, lo strazio della perdita dei propri cari, il confronto con le maree politiche per la difesa dei propri diritti primari. Aveva bisogno di tregua, aveva bisogno di prospettiva, ma la sua vacanza da sogno era stata dirottata prima dall'orribile incidente d'auto di Grace, e ora da questa incauta ossessione, questo impulso a conquistare qualcosa. E questa vetta amara.
Lei non sapeva ancora, in questo momento, perché era venuta.
"Tu mi hai chiamato qui!" ringhiò contro le rocce. Poi gridò" PERCHE'?!” dentro il cratere fumante, ma il vento le soffocò l'eco in gola. Ormai spossata, si prese in giro per i pensieri erotici che aveva avuto riguardo quello che si poteva considerare il sacro canale del parto della Terra.
“ Cosa c’è adesso? Vuoi forse che mi butti dentro?! Al diavolo questa storia!!” Carla raccolse un pugno di detriti lavici dall'orlo del cratere e li gettò nella brutta cavità. Il vento le soffiò addosso zolfo da uno sfiato ed un disgustoso tanfo di uova sode le invase il naso . "Oh , è così!, adesso mi erutti in faccia?"
Vesuvio-Vesuvia si faceva beffe di lei. “Sei carina quando ti arrabbi!”
Quando incontrai Carla, solo pochi giorni dopo, non sapevo nulla di questo momento , ma quando ne sono venuta a conoscenza, un mese dopo, ho capito. Lei non sapeva che cosa le stava succedendo. E come avrebbe potuto? Ma tutto le divenne chiaro a Venezia: era stata chiamata a svolgere un compito sacro. Ho una certa conoscenza di casi di possessione durante riti dai miei studi e pratiche religiose. Ma non avevo mai incontrato una Vesuviette finché non ho incontrato Carla White.
Informazioni sull'autore
Kristen Caven scrive in diversi generi, solitamente da una prospettiva femminile attenta alla responsabilità procreativa. È anche Writer in Residence al Joaquin Miller Park. Scopri di più su Caven qui.
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